Dopo tante ricette di primi piatti è finalmente arrivato il momento di dedicarmi un po’ ai secondi. Quale miglior esordio se non il Brasato di Barolo?
Sicuramente non sono riuscita a farlo buono (e bello) come al ristorante, ma credetemi, l’ho accarezzato un giorno intero e sono stata incredibilmente soddisfatta del risultato!
Ma come viene l’idea, a casa, di aprire una bottiglia di Barolo e non berla? Com’è possibile che un giorno io abbia deciso di versare un vino così in una casseruola?

Tutto è iniziato il giorno del mio compleanno, 25 anni, ormai sono già verso i trenta. Con la mia famiglia abbiamo aperto una bottiglia di Barolo del mio anno di nascita che purtroppo ha riflettuto un po’ i miei acciacchi. Era un Barolo molto “marsalato”, si sentiva che era vecchio e non più così gradevole da bere, ma perché buttarlo?
Ecco che ho dato il via ad una delle ricette più lunghe che abbia mai eseguito.
Ingredienti:
- 1 arrosto (io l’ho comprato già legato)
- 4 carote
- 2 sedani
- 1/2 cipolla
- Erbe aromatiche a scelta
- 1 bottiglia di barolo
- Olio e sale q.b.
- 25g di farina
- 20g di burro
- 5 patate per contorno
Per prima cosa, mi sono alzata presto, ho tagliato le verdure, carote, sedato e cipolla molto grossolanamente e, con qualche erba aromatica, le ho posizionate in una casseruola. Dopo di che vi ho adagiato sopra l’arrosto e ho ricoperto il tutto con il Barolo. Ora armata di pazienza, ho messo il coperchio e l’ho lasciato a marinare per mezza giornata.

Dopo circa 8h ho ripreso l’arrosto. In un’altra casseruola ho messo un filo di olio e sale e vi ho adagiato l’arrosto ben infarinato per farlo chiudere bene e consentirmi successivamente di dare corpo al fondo.
Dopo questo primo passaggio di cottura ho riposto l’arrosto dorato nella prima casseruola ed ho lasciato cuocere per circa 3h. Importantissimo il coperchio così che la condensa non fuoriesca dalla casseruola ma alimenti nuovamente l’arrosto e lo tenga morbido. Ogni 20-30 minuti circa andavo a girare il fondo così che non si attaccasse.
Passate le 3h di cottura ho tolto l’arrosto dal fuoco e l’ho riposto, stretto stretto, nella carta stagnola e l’ho lasciato raffreddare così da rendermi più facile il taglio al momento dell’impiattamento.
Il fondo di cottura l’ho metà colato e metà frullato, in questo modo ho tolto buona parte della massa ma sono riuscita a mantenere una buona densità e cremosità. L’ho poi fatto sobbollire per una mezz’oretta con il burro così che si riducesse dolcemente e avesse un aspetto simile al fondo bruno che tanto adoro al ristorante (impresa tutt’altro che facile).
A questo punto ho fatto saltare in padella le patate con una noce di burro e le ho servite accanto al mio favoloso arrosto che credetemi, mi ha dato davvero una grande soddisfazione!!


