Milano è una città estremamente eterogenea, ti stupisce sempre, basta svoltare l’angolo.
Ho vissuto a Milano per 4 anni, è una città che mi ha dato tantissimo, ogni cosa che mi passava per la testa la potevo fare, ho avuto l’occasione di andare a teatro ad esempio: opera, balletto e anche musical.
Una delle cose che più mi divertiva fare però era il cicerone. Si perché quando i miei parenti venivano a trovarmi era ovvio che si andava in Piazza Duomo o a fare aperitivo sui Navigli. Ovvio si e quindi banale. Volevo stupisci, mostrare una Milano inedita o anche solo per i più curiosi.
In questi miei girovagare amavo le passeggiate tra i tavolini di Brera, i cocktail non banali di Corso Garibaldi, soffermarmi davanti al planetario a leggere locandine che svegliavano in me la curiosità per l’universo.
Un weekend è venuta mia mamma a trovarmi. Io estremamente fissata con l’organizzazione, lei alla ricerca di avventure. Quella volta non l’ho avuta vinta io. Giriamo per la città senza meta, facciamo shopping, le mostro China Town e poi la porto a vedere i fenicotteri di Villa Invernizzi.

Tra un tour e l’altro finiamo a passeggiare per il Parco di Porta Venezia e ovviamente inizia a venirci fame, ma dove andare? Non mi aveva permesso di prenotare con le mie classiche due settimane di anticipo e quindi con l’ansia da prestazione che sale inizio a sfogliare The Fork.
Locale dietro l’angolo, carino l’arredamento, minima chic, cura per i dettagli, piatti colorati e curiosi… si, si può provare! Milano offre così tanta scelta che non penso di essere mai stata in un posto più di una volta e quindi un po’ di avventura c’è sempre.
Un esterno molto semplice, non diverso all’apparenza da molti altri ristoranti della via eppure quando entriamo scatta la magia.
L’interno del locale è studiato alla perfezione per dare a ciascun tavolo la giusta privacy in un’atmosfera molto accogliente. La proprietaria ci viene in contro da dietro un bancone con ogni possibile varietà di gin. Non a caso ci inviterà alla fine per tonare apposta per una degustazione, una degustazione decisamente intensa!
Il menù è una poesia. Ogni portata porta alla mente ricordi di profumi e così iniziano le nostre esperienze alla carta.
Inizio con un carpaccio di gamberi rossi di Mazara su un letto di frutti e succo di pompelmo che mi manda letteralmente in estati. Sono un’appassionata di pesce crudo, ma abbinato al pompelmo rosa… tutta la mia infanzia mi torna alla mente ad ogni boccone.

Proseguo poi con un piatto che ritenevo assolutamente azzardato: coniglio e tartare di tonno nello stesso piatto, ma siamo matti? E invece… arriva la parte più bella dell’andare a mangiare al ristorante: la sorpresa. Ogni sapore era in perfetto equilibrio con gli altri, i miei occhi si sono chiusi autonomamente per poter dare agli altri sensi la forza di affrontare questa nuova delizia per il palato.
La Società Milano è uno dei ristoranti che mi porto nel cuore, un ristorante scoperto per caso, appena svoltando l’angolo. Un ristorante che ci ha sorpreso e che mi costringerà a violare il mio codice dei locali milanesi per farvi ritorno, sono davvero curiosa di quali saranno le novità della stagione!
Dopo questo pranzetto luculliano un pisolino era d’obbligo, ma subito dopo siamo risalite sul tram19 pronte per affrontare la piazza ai piedi della Madonnina come due vere turiste.


Giornate indimenticabili
Un ristorante che ripeteremo!
Mamma❤️