Agordo, Ferrara, Rimini, Gubbio e ritorno! Si prospetta un bel viaggetto non è vero? Ormai lo avrete capito che per me ogni scusa è valida per fare un po’ di turismo. Durante il ponte dell’Epifania sono stata invitata ad un matrimonio in Umbria e così, partendo dal cuore delle Dolomiti Bellunesi, ho iniziato la mia Epifania on the road.
Ovviamente è giorno di vacanza, non volevo mettere la sveglia, abito vicino alla chiesa, sicuramente le campane mi svegliano. Meno male che l’ho messa!! Rischiavo di far saltare il mio viaggio. Mi preparo in fretta e furia, salgo in macchina e saluto le montagne.
Arrivo a Ferrara che è già ora di pranzo. Sono una persona estremamente fissata con le prenotazioni, con l’organizzazione dettagliata e minuziosamente poco all’avventura, però suvvia, sono sola, un posticino lo troverò per pranzo no? No.

Inizio a vagare per le stradine di Ferrara in cerca di un posto che mi dia ristoro, ormai è tardi, sogno però questi cappellacci di zucca da troppi giorni per rinunciarvi. Disperata decido di incamminarmi verso uno street food che sapevo preparava cucina locale. Mi perdo. Mi pare giusto!
Nonostante all’età di 7 anni a Disneyland Paris io sia riuscita ad uscire dal labirinto di Alice nel Paese delle Meraviglie, ora ricorro a Google Maps. Ahimè sono caduta anche io vittima della tecnologia a questo giro. Riesco così a raggiungere il Castello Estense. Magnifico, imponente, mi fa sentire una latifondista solo a guardarlo, che poi questo erano gli Estensi, latifondisti.
Persa nei miei pensieri sento la pancia brontolare: i cappellacci! Scorgo nell’angolo della piazza, proprio accanto al Castello, una Birreria, la Birreria Giori. Mi riesco ad accomodare in un tavolino del dehors in stile serra floreale francese. Vedo la piazza, la gente in festa e accanto a me il Castello. In fin dei conti mi è andata proprio bene e finalmente eccoli: cappellacci di zucca al burro e salvia accompagnati da un bicchiere di Sangiovese. Questa si che è vita.

Dopo il mio pranzetto luculliano entro nel Castello, visito le prigioni, le decisamente anguste prigioni, e salgo i 122 scalini che mi portano sulla Torre dei Leoni. La giornata era veramente grigia ma la vista mi ha lasciato comunque senza parole. Da lassù vedevo tutto: il Palazzo dei Diamanti, il Duomo, il Comune di Ferrara… tutto.
Sono però dovuta scendere dal mio piccolo paradiso di latifondista e sono ripartita, destinazione: Gubbio.
Avevo letto su internet che si trattava di un paesino umbro un po’ arroccato, il cuore medievale che si arrampicava sul colle ma non mi aspettavo di certo tutta la vita che ho trovato.

Arrivata, lascio la macchina e inizio a camminare verso il centro, nella piazza della Chiesa di San Francesco trovo una ruota panoramica! Ci sono ancora le casette di legno che vengono ogni tipo di specialità locale, meraviglioso. Non devo nemmeno dirlo che sono venuta via da quella piazza con 2 bottiglie di vino e 2 coglioni di mulo.
Vedo dal basso le stradine inerpicarsi verso l’alto, già munita di bottiglie al seguito, inizio a salire. Fortunatamente ci sono anche ascensori, funivie e mini autobus/navetta gratuiti. Arrivo in cima, la vista è incredibile: è proprio vero che l’Italia ha da offrire ogni genere di panorama.

Il Duomo di Gubbio è meraviglioso, semplice, elegante, un po’ nella penombra. Non ho amato particolarmente le salme a vista dei defunti vescovi però chi sono io per giudicare. Riprendo le stradine verso il basso. Per certi versi Gubbio mi ricorda Molto San Marino: stradine che si rincorrono in salita, palazzi arroccati con campanile e vista sulla vallata a perdita d’occhio.
Sono state giornate incredibili. Penso spesso a girare il mondo e non mi accorgo di quanto siano meravigliose le terre che mi circondano: l’Italia. Una bambina appena dietro di me, affaticata dalla rampa per arrivare al Palazzo Ducale di Gubbio, si stava lamentando con i genitori perché lei voleva andare a Parigi o in qualche posto per fare invidia agli amici. Sono stata a Parigi, sono stata a Gubbio, starò in mille altri posti ma avrò sempre il sorriso. Viaggiare è una fortuna, viaggiare è un’esperienza di vita, viaggiare è tornare a casa con un pezzo di mondo in più nel cuore, ovunque si vada.

