Primo, Belluno

Sin da bambina ho avuto un blocco incredibile nei confronti delle verdure. So che ci sono migliaia di modi per cucinarle eppure non sono mai riuscita ad affrontarle, al massimo un pomodoro, rigorosamente sbucciato.

La pandemia ha limitato tutti, in casa tutto il giorno cosa si può fare se non cucinare? E così, alla veneranda età di 23 anni, ho deciso di affrontare il mondo vegetale. Si sono vergognosa lo so, però ragazzi, meglio tardi che mai!

Sala su vallata bellunese

Ho affrontato le verdure e ho scoperto, lo ammetto, che alcune mi piacciono, sono ancora molto restia al verde, però assaggio, cerco di capire se mi piace e come mi piace. Che poi ammettiamolo, non c’è nulla che non sia buono quando ricoperto di formaggio, giusto?

Nello spirito dell’assaggio ho deciso di affrontare il ristorante Primo.

Da quando mi sono trasferita in Veneto ho notato l’insegna di un ristorante sulla strada da Belluno ad Agordo. Una insegna curiosa che mi ha portato alla ricerca su Tripadvisor. Locale elegante ma che trasmette un’atmosfera rurale, piatti particolari, studiati e curati, un po’ verdi, si. La curiosità però era troppa così quando è venuto a trovarmi mio padre, ho approfittato, e insieme siamo andati alla scoperta di Primo.

La sala era proprio come me l’ero immaginata, molto elegante ma semplice, dal soffitto pendevano erbe aromatiche essiccate che riportavano all’essenza della vita rurale di montagna. Ma la cosa più bella era la finestra: una porta rotonda verso la vallata bellunese, uno spettacolo!

Ora arriva la parte cruciale: il menù. 

Degustazione segreta, si può fare onnivoro o vegetariano. Va bene che ho approcciato il mondo vegetale ma non esageriamo: onnivoro sia!

Antipasto di gamberi

Il maitre inizia a portarci i primi stuzzichini con un favoloso accompagnamento di vino, tutti vini del territorio e uno più curioso dell’altro.

Gli apri bocca sono semplici ma elaborati. Non saprei proprio come descrivere un elemento che, rimasto integro nella sua forma, ha però subito varie lavorazioni e è stato aromatizzato in modo molto particolare.

Il menù prosegue con dei gamberi crudi, eccezionali, su questo sono andata sul sicuro!

Arriva poi una ciotola che profuma di bosco, un trionfo di funghi. Ogni cucchiaio ti riporta alla terra, ai profumi del bosco, un po’ alla ricerca stessa di questi piccoli tesori.

La degustazione prosegue con piatti curati in ogni dettaglio, dal cannellone ripieno al maiale su crauti, e alla fine arriviamo al dolce. Un piatto a base di tapioca, creme che insieme sono estremamente avvolgenti, ho decisamente chiuso in bellezza.

Trionfo di funghi (nascosti)

Questa è stata una vera e propria esperienza alla carta. Onestamente non sapevo se raccontarla o meno, ma è davvero valsa l’esperienza. Penso che chi è vegetariano possa trovare in questo posto tanti piatti curati che valorizzano immensamente la materia prima. Lo chef è giovane ed estremamente creativo, non dubito che abbia davanti a se una bellissima strada, intensa ma sicuramente piena di soddisfazione.

Ecco, forse, come apri bocca avrei preferito qualcosa di più elaborato, qualcosa meno “crudo”, verdure accompagnate da sapori più conosciuti. All’inizio, sia per me che per mio padre è stato un po’ un trauma e invece il menù ci ha regalato un’esperienza indimenticabile.

Ristorante consigliato.

Esperienza incredibile.

Location stupenda.

Fabiola Mondo
Author: Fabiola Mondo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *