Un po’ il fato, un po’ la vita, un po’ le persone che ho incontrato nel mio percorso… tutto mi ha portato alla Franceschetta 58.
Erano anni che questo ristorante si trovava tra i miei preferiti di Tripadvisor, anni che seguendo i grandi chef italiani ero arrivata a questo Ristorantino modenese derivato dal grande Massimo Bottura. Un locale accessibile a tutte le tasche ma sempre curato in ogni minimo dettaglio.
I miei ex colleghi, quando ho lasciato la Valle Agordina, mi hanno regalato una cena per due alla Franceschetta 58. Ecco la mia occasione. Un’occasione regalata, un dono di persone con cui ho condiviso le giornate e a cui ho lasciato un pezzetto di cuore ed oggi qui anche un bellissimo ricordo.
Dopo nemmeno un anno, incredibile a crederci, sono riuscita a prenotare, tra i miei impegni e le liste d’attesa, ed eccomi attraversare la soglia di questo incredibile ristorantino appena fuori dalla ZTL di Modena.

La scelta è ricaduta sul menù degustazione “ Tradizione in evoluzione” con aggiunta di un piatto di tortellini del Tortellante in crema di parmigiano.
Pancetta 36 mesi e mostarda di mela campanina
Emilia Burger di Massimo Bottura
Gramigna panna e salsiccia
Cotechino alla Wellington
Sorbetto “S.Anna”
Zuppa Inglese
Un menù tutto da scoprire, ogni piatto regala quel tocca in più… arrivano i piatti, subito da esaltata tutto fare, mi dico “eh ma questo lo posso fare anche io”, no non posso.

Non posso perché la genialità degli chef la vedi proprio li, nei piatti della tradizione, nei piatti che fanno tutti i ristoranti modenesi ma anche tutte le signore che si raccontano al mercato Albinelli, più: più un qualcosa in più.
Che sia una polvere, una salsa verde o anche solo un modo di presentare il piatto che mi porta a rimanere stupita. Mi arriva un box in stile Mc Donalds’ ma dentro trovo un Bottura Burger che è la fine del mondo. Non faccio in tempo a farmi spiegare da cosa è composto che l’ho già terminato.
E la cena prosegue così, ogni piatto ha qualcosa da raccontare, una gramigna che si scioglie in bocca, incredibile, davvero nulla di più lontano dalla gramigna al ragù della mensa aziendale.
Io da fuori sede non sapevo nemmeno cosa fosse la gramigna!! Sto scoprendo sapori incredibili, piatti che per quanto storici mi si presentano qui in modo innovativo, con un sapore unico che ti porti a casa, che ti rimane nel cuore e nella memoria.
I tortellini del Tortellante… nemmeno a dirlo, spettacolari. Questa associazione, il Tortellante, è stata una delle prime scoperte che ho fatto arrivata a Modena, un gruppo di ragazzi con disabilità che si dedica alla pasta fresca andando così a mostrarsi solo più unicamente per la loro grandissima abilità nel fare tortellini. Hanno tra l’altro da poco aperto un punto vendita, vi invito a fare una visita, vale davvero la pena.

Arriva però ora il pezzo forte del menù, quello che più di tutto mi è rimasto in mente… il cotechino alla Wellington! Si perché sarà anche un piatto semplice, si fa per dire, però accidenti lo volevo fare anche io! Non sono sicuramente brava come i ragazzi del Tortellante a fare i tortellini e quindi nemmeno ci provo ma una ciccia in sfoglia.. quella ci posso provare!
Curiosate un po’ i mio vitello alla Wellington e fatemi sapere.
Non avrei quasi più nulla da aggiungere, sono onesta, il dolce era buono ma non dei miei preferiti, avrei forse concluso con il sorbetto meraviglioso realizzato con i prodotti della Casa Circondariale di Modena.
Una cena stupenda che mi ha portato alla scoperta del territorio ma con un tocco tutto particolare dello chef, un occhio di riguardo a quelle che sono le realtà cittadine e poi… beh con una buona bottiglia di Syrah della Cotes du Rhone non potevo certo chiedere di meglio.

