Enoteca Mazzini, Belluno

Non sono mai stata un’amante delle verdure, ho iniziato lo svezzamento a 22 anni, però una delle cose che ho sempre amato è la zucca.

Appena mi sono trasferita in Veneto ho cercato in tutti i modi di capire come orientarmi: macellaio, fruttivendolo e panettiere, le basi. Amo andare in giro per i negozietti locali e conoscere le persone, farsi amico il macellaio è sempre una buona cosa!

Menù in bottiglia

Ho iniziato quindi i miei giri di orienteering e per farlo sono andata al mercato. Salgo in macchina e vado a parcheggiare nel grandissimo posto auto alla base di Belluno, attraverso una porta girevole e davanti a me scorrono infinite scale mobili. Si avete capito bene, quelle scale mobili che fanno molto stile tube londinese.

Arrivata in cima, esco sulla piazza e… meraviglia. Davanti a me si allargava il mercato dei fiori, signore che osservano tutte le sfumature dei ciclamini e contadini che cercano le semenze per il loro orto futuro. Tutto questo per me è la rappresentazione di un sorriso, la felicità, il calore delle persone in un’unica immagine.

Continuo a passeggiare per le vie pedonali del centro, scavalcando, tra l’altro, infinite code fuori dai panettieri. Si, il pane è essenziale sulla tavola ma così indispensabile da fare code di mezz’ora? Non penso… così mi metto in coda anche io! 

Gnocchi di zucca

Eccola lì: la focaccia di zucca. C’era un motivo decisamente valido per tutta quell’attesa in mezzo alla strada. Sono uscita con un sacchetto che profumava da impazzire e così continuo il mio tour.

Tra le vie scorgo il mercato dei vestiti ed un piccolo cortile con i produttori associati Coldiretti. Le persone si raccontano le loro giornate, si soffermano ad osservare gli accessori da cucina alla bancarella all’angolo. 

Alcuni chiacchierano e passano oltre, altri, da buoni veneti, decidono di accompagnare le chiacchiere ad un buon bicchiere di vino. Li seguo. Mi ritrovo sì, quasi per incanto, in Enoteca Mazzini.

Mi accomodo al tavolo con l’intento di farmi un bel pranzetto, dopo poco arrivano con una bottiglia di vino ma nel spiegare che non avevo ancora ordinato e probabilmente non era mia ecco che sopra trovo il menù. Ancora reduce dal profumo di focaccia di zucca che ormai credo mi abbia inebetita per l’eternità, mi faccio sedurre dagli gnocchi di zucca conditi con formaggi locali, sciolti e grattati.

Carpaccio di Angus e prosecco

Nell’attesa un buon carpaccio di Angus con l’irrinunciabile Prosecco di Valdobbiadene. Si avete capito bene: prosecco. No, non mi sono convertita, rimango una fedelissima amante del Metodo Classica, Alta Langa rimane inciso sul mio cuore, però devo far fede alla turista che è in me ed assecondare le usanze locali.

Non posso certo farmi coccolare dai formaggi della Valle Agordina e poi storcere il naso sul prosecco, caposaldo dell’enologia veneta. Debbo dire comunque che mi ha sorpreso. Bisogna ammettere che affidandomi a ristoratori locali, che conoscono il territorio e le sue ricchezze, si possono trovare perle un po’ dappertutto.

Piena di profumi e volta a sorprendermi. Ecco com’è stata la mia mattinata del sabato Bellunese. Non c’è bisogno di aggiungere che ormai è diventata la mia tappa fissa settimanale: giretto al mercato, focaccia di zucca e calice di prosecco, alla salute!

Fabiola Mondo
Author: Fabiola Mondo

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