Ho l’animo da viaggiatrice, non riesco a smettere di pensare al prossimo viaggio che farò, quali sono le mete migliori del periodo, quali offerte potrei trovare. Penso sempre a proiettarmi in angoli sperduti del mondo ma alle volte sono le destinazioni vicino a casa che ti lasciano più a bocca aperta: oggi sono a Venezia.
L’Italia è uno dei paesi più belli al mondo, ci invidiano per la cultura, l’arte, la cucina. Ogni anno milioni di turisti girano la penisola assaporandone ogni aspetto, eppure io controllo sempre le offerte dei voli per andare via.

Il covid, nella gravità della situazione, nell’assurdità di un mondo avremmo creduto esistesse solo nei film, ci ha portato tutti a riscoprire casa. Ho iniziato a vedere cosa mi circonda, ad assaporare le cucine regionali… ecco, forse su quest’ultimo punto mi sono impegnata in modo fin eccessivo!
Venezia è una città che mi ha sempre affascinata, nulla di speciale in me, fa innamorare tutto il mondo. L’idea di vivere sull’acqua, in palazzi con garage nautico, perdersi tra le calle e ritrovarsi in piazze enormi appena si svolta l’angolo.

Venezia incanta. Non c’è in realtà molto da dire su viaggi così. Ci sono stata per la prima volta da bambina, all’inizio dell’estate, ho una voto di me sulla gondola con il Ponte di Rialto sullo sfondo. Si sono stata viziata in ogni modo però accidenti quanti ricordi che porto con me, quante esperienze, quante avventure: salire sul campanile di San Marco, fare acquisti nelle botteghe di Murano e scorgere la laguna da Ponte dei Sospiri.
Esperienze uniche che vale la pena vivere e assaporare.
Sono tornata in laguna per il ponte del 1 Novembre, l’essermi trasferita in Veneto mi è sembrata la scusa ideale per farmi portare in una delle città più particolari al mondo.
Partiamo da Belluno, via rotaia, scendiamo a Venezia Santa Lucia e subito si apre davanti a noi il caotico traffico da stazione, si, ma in barca! Spettacolare.
Iniziamo a passeggiare per le calle e a viverci una Venezia by night. Cerchiamo un posticino per l’aperitivo, un classico happy hour veneto: Select e cicchetti. In Piemonte sarebbe stato Aperol spritz e stuzzichini ma debbo dire che anche qui non ho nulla da lamentare.

La serata continua con la cena del nostro anniversario, mi porta all’Osteria Enoteca Ai Artisti. Una calla dopo l’altra ci ritroviamo nei pressi dell’università Ca’ Foscari, i locali che si susseguono sono uno più bello dell’altro. Entriamo in questa osteria accolti da sorrisi di benvenuto, chiacchiere coinvolgenti che ci mettono subito a nostro agio.
Il locale è piccolo e il nostro tavolino è appartato, tra mensole cariche di bottiglie di vino, proprio come piace a me, lì troviamo l’intimità perfetta per la serata.

Filo conduttore è stato il pesce. Innamoratissima del pesce crudo non posso farne a meno quando lo trovo in menu. La serata è continuata tra piatti gustosissimi e chiacchiere davvero piacevoli con il personale di sala, una vera e propria esperienza che consiglio e che vorrei rivivere ancora cento volte!
L’indomani continuiamo a goderci Venezia, un po’ più rilassati e in un caldo quasi tropicale nonostante si trattasse di Novembre. Entrambe abbiamo già visitato i punti storici e nevralgici della laguna e quindi iniziamo a passeggiare senza meta, svoltiamo in vicoli sconosciuti e finiamo per passeggiare nei giardini della Biennale.

Da laggiù Venezia sembra lontana, il campanile di San Marco svetta tra i tetti ma appare tutto una cartolina e così quasi corriamo per prendere parte a quel poster che non smetteremmo mai di ammirare. In un attimo siamo sul campanile e guardiamo da lontano i giardini della Biennale. Sembra un parco lontano, giardini sull’acqua, quasi una cartolina.
Lascio Venezia con la stessa sensazione di quando sono arrivata: ci tornerò di nuovo, devo tornarci. Crea un po’ di dipendenza in effetti, è una città particolare, è misteriosa e continua a stupire e incuriosire. Attraversare un centro storico e percepire ovunque odore di salmastro.
Unica nota dolente: i piccioni di San Marco. Mi hanno ferita quando ero una bimba di 7 anni e mi spiace per loro, ma ahimè, io porto rancore.
Che mi dite? Siete mai stati a passeggiare in laguna? Ammettetelo: non è possibile non innamorarsene!

