“Teso come una corda di violino”.
Solitamente si dice così per indicare una persona in preda all’ansia per un evento prossimo: il giorno dopo mi laureavo. Era luglio e mi trovavo a Milano, il giorno dopo mi sarei laureata al Politecnico e ovviamente, come già immaginavo quando ho capito che mi sarei laureata d’estate, il giorno dopo ci sarebbe stato il picco di caldo estivo, a Milano, 42°C previsti.
In questa atmosfera estremamente bucolica avevo però deciso di fare l’impossibile per potermi rilassare, qualche parente mi raggiungeva già in serata e così ho iniziato a girare su The Fork.
Tra tutti i locali milanesi, infiniti, volevo un posto moderno ma tranquillo, che facesse sia carne che pesce, ma soprattutto, che fosse sulla linea del tram 33. Una delle cose che mi ha sempre colpita di Milano sono i tram storici, queste panche di legno che ti permettono di scorrere lo sguardo sui palazzi, le vie piene di gente, i negozi, tutta Milano che ti passa davanti in un’atmosfera retrò, per non parlare del ristorante sul tram poi!

Sto però divagando sul tema, alla fine delle mie peripezie su The Fork ed il calcolo incrociato con ATM ecco che trovo Shati Bistrot Contemporaneo.
Locale chic, molto chic, probabilmente non ancora accessibile per le mie tasche da studentessa, ma lo sconto del The Fork Summer Festival lo rende irresistibile e prenoto!
Dal parrucchiere ero già andata nel pomeriggio, mi restava solo da truccarmi e mettermi un bel vestitino che ero pronta. Adoro questa parte delle uscite, prendermi cura di me prima esteticamente e poi internamente con dell’ottimo cibo, rende le uscite la mia parte preferita della settimana. Purtroppo con la temperatura esterna il mio trucco si è sciolto quasi completamente nel tragitto in tram, ma che ci potevo fare, restavo con un aspetto nature tutto da sfoggiare!
Scendiamo a piazza Principessa Clotilde, negli ultimi anni sono nati li intorno numerosi locali alla moda e trovandosi proprio dietro a Piazza Gae Aulenti anche la passeggiata serale e un drink post cena sono assicurati. Un paio di angoli dopo eccoci davanti al locale: tutto vetri in perfetto stile Bistrot Contemporaneo.
Iniziando a sfogliare il menù la mia ansia da laurea si trasforma in acquolina. Alle volte i menù raccontano troppo di un piatto e mi perdo, altre volte troppo poco e tormento i camerieri di domande, questo menù invece era essenziale ma non mancava di descrizioni: “Crudo di ricciola, avocado, stracciatella, uova di salmone e mango caramellato”, perfetto, è mio.

Neanche a farlo apposta, abbiamo preso tutti piatti diversi, fortunatamente chi ha ordinato carne ha scelto carni delicate, come l’agnello, e questo mi ha consentito di scegliere un buon Sauvignon trentino ad accompagnare il tutto: speziato, aromatico ma non prepotente.
Tutto andava per il meglio ma mai mi sarei aspettata una simile visione. Quando abbiamo visto arrivare un piatto fumante ero pronta a dire che il minestrone non era esattamente ciò che ci aspettavamo e invece… l’agnello! Su un piatto di rosmarino fumante c’erano le cotolette d’agnello. Tutto il profumo delle spezie ha iniziato a diffondersi nell’aria, non c’è cosa che ami di più di quando i profumi sono così gradevoli da farti chiudere gli occhi per portarti con la mente a pregustare un piatto.
Cena stupenda, null’altro da aggiungere, piatti ottimi e chiacchiere che distraggono la mente. Solo al ritorno, sul famoso tram 33, alla fermata di Via Pascoli, solo li, è tornata l’ansia, però ormai, era arrivato il momento di farci i conti.


