Ci sono alcune destinazioni, come Copenaghen, che sogni per anni, giri il mondo, vedi tantissime meraviglie, eppure rimane sempre il pallino per quella meta che sembra la più accessibile ma poi, per mille motivi, non arriva mai il suo turno.
“Sognano Copenaghen”: inizia così la mia avventura.
Mi è sempre piaciuto fare brevi viaggi al mio compleanno, a fine ottobre, magari una fuga in qualche città europea, ma ovviamente, come moltissimi, arrivo sempre all’ultimo a decidere cosa fare e i prezzi per le capitali del nord Europa durante i ponti lievitano più di un panettone!

Questa volta no. Come appassionata di teatro sono iscritta a tutte le pagine Facebook che mi aggiornano sull’ultima opera andata in scena, così, un giorno di giugno, mi appare la locandina della Bohème. Non era però al Teatro Alla Scala a Milano, era all’Opera House di Copenaghen ed era al mio compleanno: compro due biglietti.
I biglietti sono stati dunque la scusa ideale per dover organizzare un viaggetto, finalmente visitare Copenaghen e spuntare una casella della mia check-list di destinazioni. Arriva fine ottobre, parto alla volta di Bergamo e da lì iniziano ad esaudirsi i miei sogni.
Copenaghen era decisamente più fredda di quanto me la aspettassi ma, a discapito delle dicerie, le persone erano molto calde ed accoglienti. Scendendo dalla metro in centro mi ritrovo in una piazza piena di ragazzi e le canzoni degli ABBA a tutto volume. Si avete capito bene: gli ABBA! Non il dj più in voga del momento ma gli ABBA. Quindi cantando e ballando inizio a scoprire le viette colorate e piene di biciclette della laguna del Nord Europa.
La prima giornata la trascorro passeggiando per i parchi. Visitare la serra di piante tropicali è una meraviglia. Ci sono tantissimi bambini che corrono a leggere tutte le targhette delle specie. Sarò cresciuta ma la curiosità rimane la stessa di un bambino e quindi, occhi sgranati e sguardo all’insù per cercare le farfalle più belle della serra.
E proprio perché si rimane sempre un po’ bambini, non potevo certo farmi mancare i Giardini di Tivoli. Accediamo al parco il giorno di Halloween, al mattino, all’apertura, il parco sembra tutto nostro.

Braccialetto per le giostre indossato, abbonamento all inclusive ovviamente, non possiamo lasciarne indietro nemmeno una e diamo il via al divertimento. C’è ogni tipo di meraviglia. Le giostre si incastrano una nell’altra, dalle montagne russe agli autovolanti così come le barchette nel mondo delle fiabe. I sentieri sono tutti addobbati a tema e si susseguono piccoli ciabot, come diciamo in Piemonte, che vendono qualunque cosa: piantine, maglioni, lecca-lecca.
Dalle 17 in poi inizia a fare buio e il parco si illumina creando un’atmosfera ancora più magica. Ad uno stan compriamo del vin brulé, per scaldarci mani ed anima, e godiamo di quel mondo incantato che ci sorprende anche a fine giornata ogni volta che giriamo lo sguardo.
I weekend fuori porta sono purtroppo molto brevi, troppo brevi. Dedichiamo l’ultimo giorno a passeggiate infinite per le strade di Copenaghen. Passiamo a salutare la Sirenetta, torniamo in centro ad ammirare l’architettura tipica delle capitali del Nord Europa e per un ultimo saluto ad un sogno diventato realtà saliamo sull’osservatorio astronomico.
Così abbiamo salutato la città e così voglio lasciarvi io. Certi viaggi ci regalano emozioni difficili da descrivere, io ci ho provato e spero di esser riuscita a portare un po’ di magia anche a voi.


