Poco più di un anno fa non ero ancora tornata all’università. Il Covid mi aveva fatto lasciare Milano e frequentavo ancora le lezioni a distanza, avevo però deciso di approfittare della situazione. Essere a casa tutto il giorno ad una scrivania mi permetteva di fare corsi extra, arricchendo il mio bagaglio culturale prima del termine degli studi. Sì, il Covid si era portato via alcuni dei miei anni universitari, ma volendo guardare il lato positivo della medaglia, mi sono data da fare a cogliere ogni opportunità.
“Valorizzazione del territorio e delle eccellenze enogastronomiche: strategie e tecniche di comunicazione e marketing” promosso dalla Fondazione SoloPerGian delle Distillerie Berta di Mombaruzzo, una realtà vicina a dove sono nata e cresciuta.

Offrivano un corso per giovani studenti o in cerca di lavoro, basato sulla nostra realtà territoriale. Un corso per dare l’opportunità di apprendere nuove nozioni da spendere nel mondo del lavoro.
Ho colto la palla al balzo, mi sono candidata, l’ho frequentato e venerdì scorso, 30 settembre, si è svolta la premiazione.
In questo blog però non voglio raccontarvi di formazione, piuttosto di golosità!
Se avete voglia di addentrarvi nel Monferrato, infatti, ve lo consiglio nel mese di settembre. Perché a settembre puoi passeggiare per le vigne e salutare chi è impegnato nella vendemmia, puoi respirare profumo di mosto spostandoti da una cittadina all’altra. La raccolta dell’uva è un rituale, ogni vino ha il suo tempo per essere vendemmiato, gli enologi studiano il momento giusto in base ai sentori che vorranno poi ritrovare nel calice al momento della degustazione.
Il mondo del vino però è tanto ampio, così mi sono avventurata per le stradine di Mombaruzzo, fino ad arrivare alle Distillerie Berta.

Le Distillerie Berta fanno grappa dal 1947, un liquore che riporta alla vita tutto ciò che l’azienda enologica considera scarto. Le vinacce sono il carburante della distillazione, il processo è meticoloso e delicato, ma parte tutto da qui. Richiede tempo, tanti passaggi in diverse tipologie di colonne di distillazione per arrivare al prodotto desiderato: una grappa con un giusto quantitativo di alcol, che un tempo sarebbe stata subito portata in tavola per riscaldare le serate invernali.
Oggi questo distillato viene conservato anche per molti anni nelle botti, col tempo si struttura, acquisisce i sentori del legno e di tutto ciò che il legno ricorda, diventando un prodotto delicato, anche se forse non per tutti i palati.
Io che non sono ancora allenata a sufficienza per degustare grappe a piacere, ho iniziato da quelle più giovani, più delicate e più fruttate. Ci sono però anche grappe che invecchiano più di 70 anni, sono intense, speziate… un giorno arriverò anche a quelle, garantito!

Le Distillerie Berta propongono al pubblico un’ampia varietà di prodotti: grappe invecchiate, grappe giovani, grappe di moscato, barbera, nebbiolo. Se si ha un fegato sufficientemente forte, consiglio vivamente di andare a visitarle e farsi accompagnare attraverso le delicate differenze in degustazione.
Una riserva di grappa si chiama proprio SoloPerGian, in ricordo di Gianfranco Berta, il ricavato dalla vendita di questo distillato finanzia la Fondazione che ogni anno organizza corsi proprio come quello a cui ho partecipato.

Una nota di merito alla famiglia Berta per queste lodevoli iniziative, il mio ringraziamento in primis.
Non lasciatevi però sedurre troppo dal mondo della grappa perché a Villa Prato potete soggiornare, gustare splendide cene e godervi a pieno un weekend nel Monferrato.
Se volete un tour personalizzato non esitate a contattarmi!

