I vini bianchi del Trentino. Nessun bianco per me è mai stato all’altezza del Gewurztraminer o di alcuni Sauvignon tirolesi. Sono cresciuta in terre di vigneti, di grandi vini rossi però. Nelle Langhe trionfa il Nebbiolo, il Barbaresco ed il Barolo.
Si, ci sono ottimi vini bianchi anche in Piemonte, alcuni Arneis non hanno nulla da invidiare rispetto ai concorrenti del Trentino però… beh è stato amore a prima vista per cui per me hanno la precedenza.
Un’estate ho quindi deciso di passare le vacanze in Trentino e ho organizzato un vero e proprio tour de force per riuscire a visitare quante più cantine possibili!

Prima tappa: St. Michael-Eppan.
Ci troviamo a San Michele Appiano, l’accento tedesco si sente già dai saluti. Appena arriviamo rimango estremamente colpita dalla cantina: è un vero castello! No non è una castello però accidenti lo sembra in tutto e per tutto, non ho potuto evitare di sognare di vivere in quel castello pieno di vino, ovvio!
La cantina è una cantina sociale, onestamente molto lontana dalle cantine sociali piemontesi che mi sono tanto familiari. Qui c’è una ricerca della qualità incredibile. Il territorio è diviso in tanti piccoli pezzi e i produttori, anziché cedere i propri terreni, hanno preferito unirsi dando vita a questa meravigliosa realtà .
La visita inizia dal pergolato che circonda la maison, un ricordo di come si coltivavano le uve un tempo, tecnica però, che è rimasta nel sud Italia, allo scopo di proteggere le uve dal sole particolarmente rovente.

Ci raccontano così la storia della cantina e ci mostrano antiche botti decorate con intarsi che risalgono ai primi del novecento, una meraviglia. Il vino come tradizione portata avanti una generazione dopo l’altra allo scopo di migliorarsi sempre. Le botti non sono quelle del 1907, solo la facciata viene conservata, il resto è nuovo e sempre utilizzato per la vinificazione.
Una parte della cantina, proprio in fondo alla bottava, è rimasta come pezzo di storia da mostrare: una vasca in acciaio completamente rivestita all’interno con piastrelle di vetro. Il nostro gruppo era composto da una decina di persone e ci siamo entrati comodamente, riuscite ad immaginare quanto vino contenesse??
Una volta il territorio attorno a San Michele Appiano era dedicato prevalentemente ad un vino rosso da tavola: la Schiava. Oggi anche la produzione dei vini rossi è notevolmente più sviluppata, basti pensare al Lagrein. Un vino rosso, molto profumato che porta con se ogni sfumatura di frutta immaginabile, è un vino avvolgente e caldo.
Ok, lo so, mi sto distraendo, ero partita parlando dei vini bianchi. La nostra degustazione inizia proprio da loro, partiamo con un Pinot Grigio della linea selezioni Sanct Valentin. Onestamente mi ci sono voluti enormi sforzi psico-fisici per non comprare tutto il wine shop.
Dal Pinot Grigio siamo poi andati al Sauvignon ed al mio amatissimo Gewurztraminer. Questo vino o lo ami o lo ami. Ti avvolge completamente, gli aromi di spezie e frutti invadono la bocca, alle volte non si riesce nemmeno a mangiare, basta quello, ogni sapore che si porta dietro è inebriante. Che poi un po’ di fois gras si abbina sempre senza troppa fatica, questo va detto!
Insomma, una visita emozionante alla scoperta di tesori che almeno una volta nella vita vanno assaporati, degustati, ammirati e soprattutto conosciuti.


